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DIARIO
Relitto Adernò - Riva Di Traiano 19/07/09
Dopo avere caricato tutte le bombole con Luca presso il ns.centro ricariche e avere caricato tutta l'attrezzatura sulla mia Espace, che ormai è diventata la vettura ufficiale per le nostre trasferte, siamo partiti in compagnia di Anica in direzione Civitavecchia per affrontare il giorno successivo un'immersione sul relitto Adernò in compagnia dei ns amici subaquei UTR ( Rolando, Tricky, Massimiliano, Maverick, Marco, Katiuscia ). Il viaggio è stato lungo, Michele e Francesca erano già li dal giorno prima e così hanno organizzato un'ottima cena al nostro arrivo presso l'agriturismo dove abbiamo pernottato. Michele ci informa che oggi è stata una giornata di forte vento e le imbarcazioni del diving a cui ci appoggeremo non sono uscite ( Gruppo Nasim ) ma che le condizioni atmosferiche sono in miglioramento per il giorno successivo. Contenti della notizia e con la pancia bella piena ce ne andiamo tutti a dormire visto che la sveglia è alle 7.00.
Il mattino, dopo aver raggiunto il porto dove ha sede il Diving, inizia la preparazione di tutta l'attrezzatura tecnica per affrontare l'immersione a 60MT in Trimix sull'Adernò. Rolando, che ha organizzato l'evento e che conosce bene il relitto effettua il Brifing dell'immersione organizzando le procedure di sicurezza nel caso di scarsa visibilità. Siamo in tutto nove sub, quindi preferiamo dividerci in tre gruppi: uno formato da Rolando, Max e Maverick, uno da Marco e Katiuscia; e uno da Tricky, Michele, Luca ed Io.
Un'ultima controllata alle miscele di fondo e deco e poi carichiamo tutto in barca e via, si parte.
Usciti dal porto ci rendiamo conto delle condizioni del mare, un po di onda lunga ma quello che ci rattrista di più è vedere il colore marroncino dell'acqua! Rolando e gli altri che conoscono bene il relitto ci informano che qui la visibilità è spesso molto scarsa. Una volta preparati cominciamo a scendere in acqua, io mi tuffo per primo, noto subito un po di corrente che mi allontana dall'imbarcazione, mi metto la maschera e guardo sotto… caffèlatte… fatico a vedermi le pinne, tra me e me penso: chi me lo ha fatto fare di spararmi 1100 km per fare un'immersione del genere!
Attendo che il primo gruppo guidato da Rolando si immerga, vedendoli scomparire dopo un metro di profondità, poi parte Tricky seguito da me, Michele e per ultimo Luca. Scendo incollato alla cima distinguendo a fatica il bibo di Tricky che mi precede, dopo circa sei metri mi rendo conto che la visibilità stà migliorando,scendendo ancora per un po di metri l'acqua diventa cristallina e ora vedo perfettamente Tricky! A circa 20mt incomincio già a vedere un'albero del relitto e subito dopo distinguo nettamente tutti e sei i compagni che mi precedevano che ormai erano già sulla coperta, uno spettacolo incredibile, il relitto mi appare in tutta la sua interezza illuminato dalle nostre potenti torce, leggo l'entusiasmo di tutti dietro la maschera per la sorpresa di una tale visibilità, sembra quasi di essere in una notturna, la luce è bloccata dallo strato "marron" presente nei primi metri ma l'illuminazione delle nostre nove torce crea un gioco di luci incredibile sul relitto. La cima ci porta sulla fiancata destra in mezzo alla nave, una volta che i tre gruppi si sono dati l'ok partiamo per l'esplorazione di questo bellissimo relitto, ci dirigiamo verso prua dal lato destro esplorando ogni anfratto con la torcia, effettuamo dei passaggi all'interno dei camminatoi delle cabine lungo il fianco della nave circondata da migliaia di Anthias colorati e da qualche sarago, giungiamo a prua passando dall'albero su cui è impigliata una gigantesca rete che scende dalla sua cima come una suggestiva vela fatta di ragnatela dando a chi la vede l'impressione che il relitto sia un veliero che naviga a vele spiegate! Veramente un bello spettacolo! Scendiamo in un paio di boccaporti che portano alle stive esplorando il loro interno, poi proseguiamo sulla coperta del lato di sinistra verso poppa, la quale è divisa dal resto della nave e si trova circa ad una decina di metri da essa, qui esplorando tra le lamiere mi compare davanti una cernia di grosse dimensioni, neanche il tempo di richiamare l'attenzione dei compagni che sparisce infilandosi tra le lamiere contorte. Facciamo ritorno sul lato destro fino al punto di ancoraggio della cima, giusto il tempo per esplorare qualche anfratto della coperta, controllo il mio timer e con dispiacere noto che abbiamo già trascorso 30 minuti sul relitto e che è giunta l'ora di iniziare le procedure decompresive di risalita, penso tra me e me che saremmo potuti restare altri 10-15 minuti su questo bellissimo relitto ma poi mi convinco che è meglio rispettare la pianificazione fatta e avere un margine maggiore di scorta gas di fondo per eventuali problemi con i decogas e quindi dopo l'ok dei compagni risaliamo a malincuore.
By Sergio.